Uncharted 4: un mix perfetto tra The last of Us e Crash Bandicoot

Giusto qualche settimana fa ho finito la Uncharted Collection per PS4, che comprendeva i primi tre capitoli originariamente usciti su PS3.

Questo ha abbassato un poco la voglia che avevo di mettere la mani sul quarto capitolo della saga di Uncharted, così ho deciso di guardare giusto qualche filmato su Twitch (il noto canale streaming di videogames).
Per non rovinarmi nessuna sorpresa sulla trama, ho cercato solo video del multipayer e avendone trovato uno di un ragazzo giapponese, ho cominciato a guardarlo. In realtà stava “streammando” parte della storia, così ha finito per anticiparmi una chicca che tutti i cultori della Playstation ameranno e ai quali farà scendere una lacrimuccia (tranquilli non dico nulla).
Chi conosce questa saga, sa quanto successo stia riscontrando. Le maggiori testate giornalistiche lo stanno definendo un capolavoro. In questo caso non mi sento di essere una voce fuori dal coro, infatti il gioco senza troppo giri di parole è splendido.

Ma andiamo per ordine: e per chi non lo conosce? (chi è?)

Nathan Drake è il protagonista di questa fantastica saga che raccoglie il vuoto lasciato dalla più conosciuta eroina del mondo videoludico: Lara Croft. Infatti anche Nathan è un archeologo pronto ad avventurarsi negli angoli più remoti del pianeta alla ricerca di un tesoro perduto. Per caso vi ricorda qualcuno? Certo, la sua controparte cinematografica più affine è quella di Indiana Jones; dal buon vecchio professore con il cappello e frusta, Nate prende tutto il carisma e la simpatia, lo troverete sempre con la battuta pronta a strapparvi qualche sorriso.

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I primi 3 capitoli hanno spremuto fino all’osso la PS3 ma con questo “Unchy”, Naughty Dog dimostra una maturità mai vista prima, ricordandoci che l’azienda produttrice di Santa Monica ha sviluppato giochi come Crash Bandicoot, Jak and Daxter e The Last Of Us.
Proprio con quest’ultimo, Uncharted 4 si fonde perfettamente.
Per esempio nasconderci e farci largo tra la splendida erba alta, ci rimanda alla memoria le fasi stealth di Joe ed Ellie, dove, vuoi per la scarsità di munizioni o per sfuggire agli infetti del fungo Cordyceps, si tendeva ad evitare scontri con i nemici. Altro punto ripreso splendidamente è il tipo di narrazione emotivo. In TLOU la storia era incentrata su padre/figlia, qui invece tra due fratelli e noterete come siano davvero espressivi i volti dei personaggi, finalmente capaci di trasmettere emozioni reali. Una cosa molto importante è il cambiamento di “gunplay”. Le sparatorie non sono più macchinose e basate sul classico copri e spara, ma grazie al rampino, alle tantissime combo per il corpo a corpo (eseguibili in classico stile wrestler con il fratello di Nate) e alla vastità dei luoghi in cui si combatte, acquistano una maggiore fluidità e dinamicità.

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“avevo solo chiesto un passaggio”

Proprio l’utilizzo del rampino (gia visto in Tomb Raider) ci permette di raggiungere posti impensabili, e regala un senso di suspense (più volte si pensa di non arrivare al punto desiderato) impagabile.
Anche le ambientazioni “finte sandbox” danno al titolo una ventata di aria fresca. Non ci sembrerà più di percorrere livelli lineari, bensì livelli esplorabili (ovviamente fino ad un certo punto) sia per cercare una vasta quantità di oggetti collezionabili sia per trovare modi alternativi per completare il quadro. Il mio consiglio però è quello di completare (almeno per la prima volta) il gioco senza perdere troppo tempo a cercare tutti i tesori nascosti, questo perché a mio avviso spezza troppo il ritmo del gioco.

La campagna principale a livello normale è completabile tra le 12-15 ore, mantenendosi quindi in in linea con le prime tre avventure, ma queste “poche” ore sono davvero di altissima qualità.
Più di una volta vi verrà da esclamare “seeee vabbbeeè” per le situazione in cui Nate andrà a ficcarsi tipo: scivolare lungo pareti (in perfetto stile Crash Bandicoot) uccidere una cifra esagerata di nemici (nel corso di tutte le sue avventure Drake ha ucciso già di 2000 persone, senza essere mai accusato di omicidio) o saltare da una parte all’altra su pareti friabili (anche se frana non è che fria, cit. Aldo)

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“non posso, nè scendere nè salire!”

Ovviamente, da amante delle modalità online ho fatto diverse partite, potendo constatare come la fase PVP non sia stata inserita a forza, ma funziona in modo impeccabile. Il risultato è stato quello di essermi divertito parecchio. Tantissime classi diverse, per poter affrontare le partite nel modo che ci piace di più, varie skin delle armi, del personaggio ed anche delle pose.
Ovviamente Uncharted da il meglio di se durante il corso di tutta l’avventura in solitaria, ma sicuramente anche il multiplayer sarà apprezzato da molti giocatori, che cercano un’esperienza di gioco mordi e fuggi.

Sfortunatamente senza poter fare spoiler, e senza raccontare qualche scena, viene difficile poter trasmettere quello che si prova a giocare ad un titolo del genere, ma chi lo ha fatto (spero in molti) sa di cosa sto parlando. Uncharted 4 segna un confine netto tra tutti gli altri videogames e dimostra come non ci sia una cosi sostanziale differenza tra un film ed un videogioco. Mentre si gioca sembra di guardare un blockbuster americano davvero ben realizzato, Drake invecchia benissimo e sa sempre cosa dire, senza essere mai un personaggio forzato.

A chi conosce questo gioco non credo debba dire altro, infatti credo si stia già gustando questo capolavoro, invece a chi non lo conosce, o chi magari è ancora indeciso e non lo ha ancora comprato, posso solo dire di correre ad acquistarlo e non aspettare un secondo di più.

Post originariamente scritto per Zzapping

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