The Division: Un videogioco che crea dipendenza

Sicuramente sarò di parte, perché questo gioco mi piace parecchio e mi sta prendendo sempre di più, tanto che ho speso la bellezza di 500 ore su questo titolo, secondo solamente a Destiny ed a tutti i capolavori della serie di Monster Hunter.

Online si possono trovare tantissime recensioni , e tantissimi commenti (che vi consiglio di non leggere per non farvi venire l’acidità di stomaco) ma pochi, secondo me, centrano perfettamente il punto.

In tutti film americani sportivi, arriva sempre la scena in cui il coach chiede ai propri giocatori “cosa siete disposti a fare per il vostro compagno?”

Ecco in The division tutti dovrebbero farsi questa domanda: cosa sono disposto a fare per questo gioco?

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“vado a lavoro vestito di tutto punto”

Non è un gioco semplice da capire, cioè, completare la campagna principale ed arrivare all’attuale level cap (30) è abbastanza veloce (in circa 15-20 ore potreste completarlo).

Ma allora perché io ne ho giocate quasi 500?

Perché qualsiasi vidoeogiocatore che conosca la formula degli MMO sa benissimo che una volta arrivati al level cap, inizia il vero gioco.

Lo scenario del gioco sembra essere preso direttamente da 1997: Fuga da New York, solo che in questo caso non saremo degli antieroi come capita al vecchio Jena Plissken dentro una città che pullula di criminali. Stavolta saremo gli eroi, agenti della Divisione (una roba segreta ultimo baluardo della resistenza), alla disperata ricerca di una cura contro un ceppo modificato del virus del vaiolo, che si è diffuso tramite il contatto delle banconote da 100$, durante il periodo del Black Friday.

Tutta New York è isolata in modo tale che non raggiunga altre città (anche se sembra di capire che ormai sia troppo tardi).

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“mamma me lo diceva sempre di lavarmi le mani, che i soldi sono sporchi”

Nella parte PVE (ovvero noi e i nostri compagni contro il computer) giocheremo la storia e cercheremo di far crescere il nostro personaggio, ma The Division a mio avviso da il meglio di se nella fase PVE-PVP ovvero la Dark Zone.

In questa No Man’s Land la fanno da padrona i nemici del gioco (avete presente Arkham City?). Infatti dentro questo territorio non avrete nessun aiuto, sarete solo voi ed il vostro gruppo composto in totale da 4 persone.

La cosa interessante di questa zona è che per ottenere le ricompense migliori, dovrete cercare di sconfiggere i boss con il livello più alto, ed una volta ottenute le ricompense dovrete andare in determinare aree e chiamare l’estrazione, un elicottero atterrerà e potrete caricare il vostro prezioso bottino. Solo quando lo metterete al sicuro, potrete finalmente utilizzarlo una volta usciti dalla DZ.

E fino a quando non chiamo l’estrazione?

Ecco questa è la parte più bella del gioco, ma anche la più crudele.

Infatti un altro gruppo di players potrebbe attaccarvi, diventando rogue (ovvero traditori che rinnegano la Divisione), ed una volta uccisi, potrebbe rubarvi quello che avrete faticosamente ottenuto.

Immaginatevi quindi una scena tipo, dove attorno al punto di estrazione arrivano un bel numero di giocatori con le armi spianate. A questo punto il gioco si trasforma nel più classico dei film western. Lunghe inquadrature di occhi che guardano altri occhi, che guardano altri occhi, finché il Clint Eastwood di turno non trova il coraggio e comincia a sparare.

Mezzogiorno di fuoco insomma.

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“questo post è troppo piccolo per tutti e tre”

Questo è per darvi un idea della tensione e del caos che si crea ad ogni estrazione. Altra situazione dannatamente divertente è quella dei Supply Drops (rifornimenti) lanciati dal cielo da un aereo. Questi saranno visibili a tutti gli agenti all’interno del server e solamente il primo gruppo che aprirà la cassa di rifornimenti, otterrà delle ricompense utilizzabili fin da subito (ovvero senza dover ricorrere ad un duello rusticano per poterlo equipaggiare).

Sul fronte tecnico il gioco può vantare di una buona grafica e di sporadici caricamenti, anche se lunghi (la mia esperienza è su PS4).

Purtroppo The Division è afflitto da bug di vario tipo, ma il team ci sta lavorando da quando è stato lanciato il gioco. Alcuni di questi, permettono ai players “disonesti” di avere un equipaggiamento migliore degli altri senza alcuno sforzo.

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“cucù, ti sparo da dentro al muro”

Ma torniamo al nostro film americano. Questo gioco non è per tutti, tanti ne sono rimasti delusi, ma come succede oggi in qualsiasi settore le persone non si informano, comprano per poi lamentarsi.

Per chi ha intenzione di giocare solo qualche ora al giorno, oppure di giocare in solitaria, il mio consiglio è quello di evitarlo come la peste. Bisogna avere un gruppo minimo di 4 amici e bisogna dedicargli parecchio tempo per non rimanere indietro e non morire continuamente nella Dark Zone. Bisogna essere pazienti perché tante volte le ricompense non vi piaceranno, e soprattutto bisogna fare spesso le stesse identiche missioni. Sembra una cosa molto ripetitiva, ma come direbbe (più o meno) Al Pacino nel discoro motivazionale rivolto ai sui giocatori: questo è il farming ragazzi.
Ripetere sempre le stesse azioni, per far migliorare il nostro personaggio anche di pochissimo (ma questo fa la differenza tra chi lo fa e chi non lo fa) crea un legame con il vostro PG davvero notevole. Finalmente in un videogioco per console lo potrete sentire finalmente vostro.

Non faccio paragoni con Destiny (come hanno fatto ovunque) perché sinceramente non ci trovo nulla in comune. La cosa che ho notato è che nel gioco della Bungie, ogni giocatore aveva sempre il solito personaggio, tutti con le stesse caratteristiche e le stesse armi. Invece in The Division non troverete due personaggi uguali tra di loro.

Il gioco comunque ha ancora troppa poca vita per potersi esprimere in un verdetto finale. Per decretarne il successo o il fallimento ci vorrà ancora un pò, ma con gli ulteriori update (gratuiti e non) che arriveranno, potrebbe essere un gioco piacevole e divertente da giocare in compagnia degli amici per lungo tempo.

Adesso vi lascio, vedo il mio personaggio che continua ad essere ucciso… di sicuro sarà un ragazzino di 13 anni che mi spara nelle chiappe.

Post originariamente postato su  Zzapping

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