My beautiful broken brain: vedere con gli occhi di David Lynch

Su Netflix ho appena visto uno splendido documentario, prodotto da David Lynch.

Il tema era abbastanza forte, una giovane ragazza colpita da un’ictus nonostante fosse da sola in casa, con la forza della disperazione , riesce ad arrivare in un hotel vicino a chiedere soccorso. La storia prosegue con Lotje che cerca in tutti i modi di recuperare i danni provocati al cervello attraverso tutte le fasi riabilitative per tornare a leggere e parlare in modo quasi normale.

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Di per se, questa è gia una storia affascinante e toccante.

Il tutto però è raccontato come se lo stessimo vedendo con gli occhi di Lynch, come dirà la stessa protagonista.

Per chi non lo conoscesse, David Lynch è divenuto famoso sopratutto come regista e con assoluta certezza Twin Peaks (il suo progetto più conosciuto) è stato uno show cult negli anni 90 ( tra l’altro uscirà una terza stagione a breve). In questo bizzarro telefilm l’agente Cooper è alle prese con l’omicidio di Laura Palmer, ed è tutto un susseguirsi di eventi paranormali.

Ovviamente questo rende poco l’idea.

Lapice viene toccato all’interno della loggia nera dove l’agente vive un qualcosa di onirico, nulla è assolutamente certo, un nano che balla, oggetti non identificati che volano per la stanza, la cugina di Laura che parla con voce robotica.

Ma poi, ecco l’epifania e tutto diventa chiaro.

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L’agente Cooper all’interno della loggia nera

 

Ecco Lotje ci vuole raccontare come dal giorno in cui ha avuto quel terribile incidente vede tutto questo;  effetti distorti, facce deformi, fasci di luce che vanno e vengono, numeri che prendono vita. Si crea una sorta di empatia con la sfortunata protagonista, che a volta si dispera perchè non riesce a concludere le frasi e in qualche modo ci rendiamo conto ( anche se lontanamente) di cosa stesse provando.

Certo si potrebbe pensare che tutto questo è fatto per un effetto di scena, che il regista abbia messo qua e la degli effetti speciali per far sembrare il tutto più drammatico, certo. Peccato però che poco dopo l’inizio del film ci accorgiamo che è la stessa Lotje a riprendere il tutto, data la sua abitudine a fare video di continuo, le sembrava opportuno registrare questo difficile periodo della sua vita. Chiedendo l’aiuto di Lynch (che ovviamente da la sua completa disponibilità) realizzano questo splendido docu-film che consiglio di vedere.

 

Lotje
Il fantastico mondo di Lotje

 

Ah mi è piaciuto parecchio e mi ha dato l’idea per il nome del sito.

 

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